Questo è lo studio della dr.ssa Stefania Della Vecchia – Neuropsichiatra presso IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa – presentato durante il Congresso mondiale NCL2025 tenutosi in ottobre in Australia.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40806324/
Le Ceroidolipofuscinosi Neuronali (NCL) sono disturbi neurodegenerativi pediatrici che colpiscono principalmente il sistema nervoso centrale (SNC). L’elevata prevalenza di sintomi gastrointestinali (GI) ha spinto ricercatori e clinici ad andare oltre una prospettiva esclusivamente “cerebrale”. A livello molecolare, le mutazioni nei geni CLN portano a disfunzione lisosomiale e compromissione dell’autofagia, con conseguente accumulo intracellulare di materiale di riserva che interrompe l’omeostasi neuronale sia centrale che enterica. Esaminare sistematicamente le attuali conoscenze cliniche e precliniche sul coinvolgimento intestinale nelle NCL, con particolare attenzione alle recenti scoperte relative al sistema nervoso enterico e al microbiota intestinale.
Abbiamo condotto una revisione sistematica seguendo le linee guida PRISMA utilizzando PubMed come unico database. Sono stati inclusi sia studi clinici (sull’uomo) che preclinici (sugli animali). Un totale di 18 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione, concentrandosi su disfunzioni gastrointestinali, coinvolgimento del sistema nervoso e microbiota intestinale. Abbiamo scoperto che la natura dei sintomi gastrointestinali nelle NCL era multifattoriale, coinvolgendo non solo il SNC, ma anche il sistema nervoso autonomo ed enterico, che erano precocemente colpiti da depositi lisosomiali e degenerazione dei neuroni enterici. È importante notare che studi preclinici hanno dimostrato che la terapia genica potrebbe migliorare non solo le manifestazioni a livello del SNC, ma anche quelle gastrointestinali, il che potrebbe avere implicazioni benefiche per la cura del paziente. Mentre il ruolo del SNE sembra essere più chiaro, quello del microbiota intestinale deve essere ulteriormente chiarito. Le attuali evidenze provenienti da modelli preclinici hanno evidenziato alterazioni nella composizione del microbiota e hanno suggerito una possibile influenza sulla progressione e la modulazione dei sintomi neurologici. Tuttavia, questi risultati devono essere confermati da ulteriori studi che dimostrino la causalità di questa relazione.
Il coinvolgimento gastrointestinale è una caratteristica chiave delle NCL, con un impatto precoce sul sistema nervoso enterico e possibili collegamenti con il microbiota intestinale. Sebbene i risultati preclinici, in particolare quelli relativi alla terapia genica, siano incoraggianti per il loro duplice impatto sulle manifestazioni a livello del sistema nervoso centrale e gastrointestinale, il ruolo causale del microbiota intestinale resta da chiarire appieno. In questo contesto, lo sviluppo di misure di esito sensibili e specifiche per valutare i sintomi gastrointestinali negli studi clinici è fondamentale per valutare l’efficacia di futuri interventi terapeutici.

Grazie Dottoressa,
un saluto e grazie di quello che fate per noi Lei ed il Dott. Santorelli
Simona Giustini mamma di Ludovica Ravidà
Grazie Simona.